Piattaforma su Corso Italia, il ricorso al TAR si sgonfia
Va verso la conclusione la vicenda della “piattafoma di Corso Italia”, l’infrastruttura provvisoria costruita per proteggere i lavori allo scolmatore del Fereggiano, intorno alla quale era nata una contestazione paesaggistico- ambientale con tanto di ricorso al Tar da parte di nove abitanti della zona e conseguentemente la mobilitazione di molti cittadini che temevano, in seguito al ricorso, la sospensione dei lavori per un’opera ritenuta essenziale nella protezione del territorio dalle alluvioni. Già dopo le prime proteste ed una reazione negativa dell’opinione pubblica alla notizia del ricorso due dei ricorrenti si erano defilati, oggi la notizia è che i ricorrenti si ritirano evitando una discussione davanti al giudice che avrebbe potuto determinare dei rallentamenti nell’esecuzione dell’opera.
L’assessore ai lavori pubblici e alla protezione civile Giovanni Crivello, appreso che i ricorrenti al Tar intendono rinunciare alla discussione della sospensiva, ha dichiarato: “Esprimo soddisfazione perché in questo modo si risparmia alla città un contenzioso legale attorno ad un’opera di indiscutibile urgenza e necessità. L’Amministrazione comunale ha semplicemente confermato e ribadito ciò che era già chiaramente previsto nel progetto esecutivo dei lavori e che era stato comunicato ai cittadini: temporaneità della struttura di copertura del cantiere e restituzione del litorale alla fruizione di tutti i genovesi una volta ultimati i lavori. Non da oggi l’Amministrazione è impegnata a garantire trasparenza e informazione su tutti gli atti e i progetti ed è disponibile a confrontarsi con le diverse istanze in uno spirito costruttivo”.


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